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Intelligenza emotiva: cos’è e come applicarla a lavoro

Intelligenza Emotiva

Intelligenza emotiva: che cos’è e come applicarla a lavoro

Devo farvi una confessione – amo la tecnologia e l’informatica, ma ho un debole per tutto ciò che riguarda la nostra psiche. In particolare negli ultimi anni sto leggendo parecchie informazioni riguardanti la sfera emozionale.

Era il 2017, quando lessi per la prima volta il libro “Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman, psicologo di fama mondiale.

Goleman afferma che l’intelligenza emotiva è sempre esistita nell’uomo, ma solo ultimamente viene riconosciuta come una delle nuove competenze per aver successo nella propria vita.

Ma che cos’è l’intelligenza emotiva?

Come lo stesso Goleman la definisce – l’intelligenza emotiva è la capacità di conoscere e riconoscere i propri sentimenti, oltre che quelli degli altri e di come saper gestire le emozioni in modo efficiente.

Una qualità più rara di quanto si possa pensare e difficile valutazione, dato che secondo un team di studiosi della Yale University viene sovrastimata dall’80% delle persone.

Come accennato, involontariamente applichiamo ed abbracciamo le sfumature delle emozioni umane sul posto di lavoro.

Queste possono portare comunque dei benefici concreti – come una migliore collaborazione tra i dipendenti e/o collaboratori ed una comunicazione di lavoro più felice.

In fondo siamo sempre esseri umani ogni giorno, non solo quando stiamo lavorando.

Come può aiutarci l’intelligenza emotiva?

Sempre Daniel Goleman, sostiene che:

“La parte del cervello relativa all’intelligenza emotiva e sociale è l’ultimo circuito del cervello a diventare anatomicamente maturo. A causa della neuro plasticità, il cervello si modella secondo l’esperienza ripetuta.”

Goleman continua a dire che l’intelligenza emotiva dovrebbe essere insegnata in modo sistematico a tutte le persone in età infantile.

“Questo è stato testato in oltre 100 scuole, con una notevole riduzione di atteggiamenti anti-sociali e con un aumento del comportamento pro-sociale. È evidente quindi che l’intelligenza emotiva è vantaggiosa – sia sul che al di fuori del posto di lavoro.”

Affrontare ed ascoltare le proprie emozioni

Non so voi, ma per esperienza personale ho notato che anche nei luoghi di lavoro è sempre più presente una mancanza di capacità nell’apprendere appieno ed affrontare le emozioni umane.

Non ho mai creduto a chi sosteneva che le emozioni vanno lasciate fuori dal luogo di lavoro o di non portarsele dal lavoro a casa.

Perché può provocare effetti devastanti sia alle imprese che ai propri dipendenti coinvolgendo tutta la linea dagli impiegati fino al consiglio di amministrazione.

Dopo tutto, ricorda, siamo persone emotive.

Intelligenza emotiva: come farla emergere per migliorare la tua professionalità?

L’emotività gioca un ruolo importante nella nostra vita professionale, ciò si rispecchia nei risultati e soddisfazioni derivati dal nostro lavoro.

Questi sono – secondo me – i quattro punti fondamentali sui quali concentrarsi per poter far emergere nel proprio lavoro la propria competenza emotiva.

#1 Autoconsapevolezza

Ovvero l’arte di capire se stessi:

  • conoscere le proprie debolezze
  • i punti di forza
  • i propri valori e principi
  • l’impatto che abbiamo sulle persone

A me l’autoconsapevolezza piace definirla come la capacità di avere la giusta intuizione. Migliora la mia fiducia ed affina la mia capacità critica costruttiva.

Sul posto di lavoro essere autoconsapevole emotivamente ti porta a pianificare il tempo in modo corretto ed a gestire il lavoro in modo qualitativo in anticipo rispetto alle scadenze.

#2 Autogestione

La capacità di controllare e gestire gli impulsi distruttivi ed i cattivi stati d’animo. Non ho potuto far altro che notare che le persone che gestiscono efficacemente le proprie emozioni subiscono meno stress correlato al lavoro.

E’ importante non farsi paralizzare dalle proprie emozioni, in particolare quando sono in gioco anche le nostre passioni.

La passione per il lavoro che facciamo, l’ottimismo ed l’energia per migliorare sono le caratteristiche fondamentali per essere una persona emotivamente intelligente e motivata.

L’empatia è la comprensione di altre persone dal punto di vista emotivo.

Per questo è importante considerare i sentimenti degli altri, soprattutto quando si prendono decisioni importanti per il proprio lavoro.

L’empatia include anche la competenza nel collaborare e di far evolvere il proprio team di persone oltre che la sensibilità di riconoscere le differenze culturali.

#3 Consapevolezza sociale

Consiste nella capacità di capire gli altri, di percepire i sentimenti dei propri dipendenti e/o collaboratori con esattezza attraverso l’empatia, di capire in che modo interagiscono tra di loro e i legami che li uniscono.

Insomma – riconoscere ed empatizzare con le emozioni altrui.

Dall’altro, c’è la capacità di sfruttare in maniera efficace le conoscenze acquisite, attraverso una serie di interazioni positive.

Non sempre consapevolezza e abilità sociale vanno di pari passo, anche nella sfera professionale.

#4 Gestione delle emozioni

Quanti colleghi e/o collaboratori hai conosciuto che non riuscivano a districarsi nelle situazioni di forte stress, forse sarà capitato anche a te.

Bene devi sapere che fermarsi a capire qual è il motivo emotivo di alcune nostre reazioni ed emozioni serve a identificare anche i modi migliori per avere a che fare con quel determinato stato emotivo.

Gestire le emozioni vuol dire saperne controllare la durata ed esprimerle in maniera più proficua per raggiungere un proprio equilibrio.

Mi raccomando, però, gestione non significa reprimere ciò che sentiamo. Anzi! Le emozioni ci danno delle preziose informazioni su di noi e reprimerle non solo è inutile, ma è anche dannoso.

Essere valutati ed essere aperti all’autovalutazione

È chiaro che siamo tutti emotivamente intelligenti, ma abbiamo bisogno di prenderci più tempo per valutare noi stessi e lavorare sulle nostre emozioni.

Per ciò chiedere un feedback da parte degli altri, essere più auto-riflessivi ed onesti con se stessi non può far altro che migliorarci come persone.

Ci vuole pratica, ma anche i piccoli passi possono fare la differenza ed è necessario lavorare ogni giorno sulle proprie competenze affinché migliorino.